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Anche le Misericordie fanno il punto sulla questione “Ebola” in Italia‏

Solo tre dei 53 paesi che compongono il continente africano sono stati colpiti dal virus Ebola, eppure anche in Kenya o in Uganda, a migliaia di chilometri dall’epicentro dell’epidemia, si cancellano contratti e si annullano commesse per paura del contagio.

L’allarme è stato lanciato durante un incontro organizzato ieri a Roma, dalla Camera di commercio Italafrica Centrale, al quale hanno preso parte Alfredo Cestari, presidente di ItalAfrica Centrale, Leonardo Sacco, Vicepresidente nazionale delle Misericordie d’Italia (ente gestore dei centri di prima accoglienza e soccorso migranti di Crotone e Lampedusa), e i rappresentanti di Madagascar, Guinea Conakry, Angola, Somalia, Repubblica del Congo, Guinea Bissau, Benin, Gabon, Sudan, Liberia, Repubblica del Congo, Kenya, Burundi, Sierra Leone, Libia, Uganda, Burkina Faso.

”La cifra riguarda tutti i paesi, non solo quelli colpiti dal virus, e potrebbe aumentare, basti pensare che la sola Nigeria ha interscambi per 2 miliardi di euro l’anno – ha sottolineato Alfredo Cestari, presidente della Camera di Commercio ItalAfrica – in più fra pochi mesi apre Expo, e non solo c’è il rischio che si chiudano i rapporti con alcuni paesi, ma ci potrebbe essere paura per l’arrivo di merci e persone dall’Africa. Bisogna dire con chiarezza che non c’è pericolo, che i paesi africani hanno in campo tutte le misure sanitarie necessarie e che bisogna investire in Africa”. Le perdite, ha spiegato Cestari, riguardano diversi settori dell’economia, dall’agroalimentare alla tecnologia che esportiamo alle materie prime che invece arrivano dal continente. Il problema, ha sottolineato il decano degli ambasciatori africani, è che Ebola viene considerato un ‘virus dell’Africa’, quando invece ne ha colpito solo una piccolissima parte.

”In Europa si tende a parlare dell’Africa come una singola nazione – ha affermato Mamadu Kamara Dekamo, ambasciatore in Italia della Repubblica democratica del Congo -. Non abbiamo mai cercato di nascondere la presenza del virus, siamo solidali con i nostri amici nei paesi colpiti, ma vogliamo attirare l’attenzione sul fatto che ormai c’è una fobia che riguarda tutto il continente”. Tutti i paesi africani, hanno spiegato gli ambasciatori presenti all’incontro, hanno messo in campo misure contro il virus, anche quelli più lontani geograficamente. Almeno sotto il profilo dell”esportazione’ di casi anche quelle negli stessi paesi colpiti si stanno rivelando efficaci, ha sottolineato il rappresentante della Guinea Konakry, da dove è partita l’epidemia.”Air France ha mantenuto il proprio volo giornaliero per la Guinea, così come il Marocco – ha ricordato Abdoulaye Traorè – e non hanno avuto neanche un caso”.

“Nei centri di prima accoglienza di Lampedusa e Crotone non si segnalano malattie esotiche, a parte diversi casi di scabbia”. Ad affermarlo Leonardo Sacco, chiamato a portare la propria testimonianza, sulla gestione dei Centri per immigrati di Isola Capo Rizzuto e Lampedusa. ”Non ci sono malattie particolari a parte la scabbia – ha spiegato Sacco -, i centri ricevono i migranti dopo il primo controllo fatto dalle autorità sanitarie militari o civili, e hanno un presidio medico permanente, che in caso di sintomi sospetti allertano le autorità competenti, ma finora non si è verificato nessun caso particolare”. Gli operatori sono attrezzati anche per l’eventuale arrivo di pazienti con Ebola, che comunque è considerato fortemente improbabile. ”Seguiamo sempre tutte le indicazioni date dal ministero su come trattare i casi sospetti – spiega Sacco, che è anche vicepresidente nazionale -, e siamo attrezzati con i dispositivi adatti, comprese le tute di protezione di livello 3”.

Fonte: Ansa