Oggi la Misericordia, al di là dell’articolazione degli organi sociali, si divide in aree (Sociale per gruppi e le organizzazioni che seguono le attività socio sanitarie e di protezione civile, ma anche per le attività di promozione umana e sociale; Sviluppo, comprendente i servizi di segreteria e istituzionali; Culturale e Formativa per gruppi musicali e folkloristici, per le attività di informazione e di formazione per adulti e giovani; Liturgica e di Preghiera. Le attività si svolgono prevalentemente nel territorio comunale di Isola di Capo Rizzuto. Progressivamente si nota tuttavia un’estensione del raggio di azione della Misericordia. Con l’avvento della protezione civile le attività si sviluppano anche fuori dal territorio comunale e persino a livello nazionale e internazionale.

La Misericordia diviene modello per altre organizzazioni che si vanno formando sul territorio regionale e la rilevanza delle azioni esercitate a livello locale si diffonde in altri contesti. La potenzialità che si avverte, a partire dal crescente impegno nella gestione di attività complesse quali quelle di assistenza all’immigrazione, anche in centri a rilevanza extralocale, è quella di un’organizzazione che sta raggiungendo livelli elevati di strutturazione e maturità, e che è capace di proporsi quale interlocutore di sviluppo locale per un interno ambito zonale ed extrazonale. Quanto ai fruitori dei servizi, questi variano per tipologia e numero a seconda delle attività considerate. I bacini potenziali di utenza sono rappresentanti da insiemi della popolazione ormai non più solo locale. La direzione valuta in ogni caso un bacino di riferimento di circa 15000 persone per il servizio socio-sanitario di trasporto, la presenza di circa 120 persone al centro anziani, oltre 70 i diversamente abili presenti sul territorio, oltre 20000 presenze di immigrati dal 1999 ad oggi, con una popolazione stanziale di circa 200 unità. Importante anche quantitativamente i fruitori giovani, oltre 700 bambini e ragazzi fino a 14 anni, circa 500 giovani fino a 30 anni.

Per alcune tipologie di servizi oggi sono disponibili anche monitoraggi precisi rispetto all’accesso ai servizi (es. per quanto riguarda l’immigrazione), ovvero rispetto a stime attendibili nell’accesso per i servizi agli anziani e ai disabili. Non esiste tuttavia una misurazione costante sottoforma di monitoraggio quanti-qualitativo delle attività svolte. Questo costituisce un limite ma allo stesso modo un’opportunità. La predisposizione di sistemi di monitoraggio e di rendicontazione sociale delle prestazioni è valutato oggi come un passaggio necessario per il miglioramento complessivo dell’organizzazione. Non esistono invece specifiche forme di marketing sociale. C’è piuttosto una corposa attività di informazione, di formazione, di crescita di servizi di promozione culturale, che veicolano all’interno della comunità locale valori, strategie, orientamenti, informazioni sui servizi ecc. Molto è detto, attraverso eventi e manifestazioni, mediante la pubblicazione del periodico “L’isula”, mediante l’annuario della Parrocchia ecc.

Molto è anche non detto, si pensi all’immagine coordinata dei volontari e degli operatori. Ciò favorisce la partecipazione dei diversi gruppi e dei singoli ai processi di costruzione e gestione dell’associazione, un processo che deve necessariamente trovare anche nuove formule per praticare condivisione dei percorsi di sviluppo, aiutando il sistema a metabolizzare il cambiamento e a rendere sostenibili le innovazioni. In prospettiva si registra tuttavia la necessità, avvertita dalla stessa dirigenza, di potenziare gli interventi sia nell’ambito formativo (di carattere sociale, ma anche gestionale) e dell’orientamento alla qualità (passando pertanto dai sistemi di monitoraggio di cui si diceva poc’anzi), sia nella direzione di comunicare adeguatamente l’offerta complessiva, nel momento in cui i servizi tendano a rivolgersi a potenziali fruitori esterni al bacino della comunità locale.