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Due coriste e un figurante: esempi di integrazione giungono dai centri di accoglienza di Cerenzia e Petilia Policastro

Iniziative utili all’integrazione sociale degli stranieri sono state promosse dai centri di accoglienza di Petilia Policastro e Cerenzia, entrambi gestiti dalla Miser.Icr. Nel territorio petilino, un migrante ospitato nella struttura “Mamma Giuseppina”, preposta all’accoglienza di minori stranieri non accompagnati, ha preso parte in veste di figurante alla tradizionale processione del “Calvario”, svoltasi lo scorso venerdì. Si tratta più precisamente della consueto pellegrinaggio che si svolge ogni anno il secondo venerdì di marzo, denominato in gergo locale “U vennari e merzu, u carivaru”. In quest’ultima occasione, a comporre il corteo di figuranti era presente anche un ragazzo nigeriano ospitato nel centro per minori, che nella rievocazione della passione di Cristo ha impersonato un esponente del popolo. Partito dalla Chiesa di San Francesco, situata in Paese, il corteo sacro ha raggiunto la cima della montagna su cui sorge il Santuario della Santa Spina, dopo oltre tre ore di cammino con numerosi fedeli scalzi al seguito.
Nel vicino comune di Cerenzia, invece, due donne di origine nigeriana accolte nel centro Sprar “Arcobaleno” si sono unite al coro polifonico “San Teodoro”, sorto nel 2008 in seno alla locale parrocchia. Nei giorni scorsi le due donne hanno iniziato a seguire le attività del coro, partecipando alle prove settimanali dirette dal maestro Umberto Bassi. Come ha raccontato la direttrice della struttura, Rossana Perri, le due donne sono entusiaste di intraprendere questa nuova esperienza, forti della loro passione per la musica.