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Gli amministratori giudiziari: “Per salvaguardare la sopravvivenza della Misericordia è necessario un sacrificio da parte di tutti

Si riporta di seguito la nota redatta dall’Amministrazione Giudiziaria della Misericordia di Isola Capo Rizzuto.

“E’ ferma intenzione di questa Amministrazione Giudiziaria salvaguardare la sopravvivenza della “Fraternita Misercordia” di Isola Capo Rizzuto e della “Miser icr – Impresa Sociale” nella consapevolezza che i servizi da esse svolti sono indispensabili per il territorio in cui vengono erogati e per il mantenimento dei livelli occupazionali, nonchè per il sostegno alla fragile economia locale.
Si sta lavorando 24 ore al giorno (…di più non si può dire, in quanto un giorno è di 24 ore, ma se fosse stato di 48 ore, si sarebbe detto: si sta lavorando 48 ore al giorno…) per poter arrivare ad un risanamento dei due enti sopra richiamati.
Ben potete comprendere che ci si sta muovendo in mezzo a tante difficoltà, le quali a volte indurrebbero a gettare la spugna e a rinunciare a questa impresa difficile, faticosa, pesante, in un territorio altrettanto difficile, povero, svantaggiato.
Ma proprio per questo ci si convince, poi, che bisogna almeno provarci con l’aiuto di tutti: da soli non si va da nessuna parte….
Il processo di risanamento deve passare, contro la nostra volontà, attraverso una riduzione delle persone occupate e un contenimento generale di tutte le spese.
Se si vuole che la “Fraternita Misercordia” di Isola Capo Rizzuto e la “Miser icr – Impresa Sociale” possano riprendersi, c’è bisogno di un sacrifico iniziale da parte di tutti.
Alcuni lavoratori verranno spostati, altri avranno meno ore da lavorare, altri ancora al momento non potranno lavorare.
Ma chi adesso non verrà chiamato al lavoro non deve abbattersi, demoralizzarsi, sentirsi escluso oppure penalizzato.
In primo luogo coloro che ora non sono rinnovati, possono rivolgersi sin da subito al Consulente del Lavoro Arnaldo Maione, il quale fornirà gratuitamente tutte le indicazioni necessarie a presentare la domanda (per chi ne ha maturato il diritto) ai fini dell’ottenimento della indennità di disoccupazione.
In secondo luogo non lavorare più adesso, non significa un “addio” al lavoro, bensì un “arrivederci”: vi è, infatti, la volontà di effettuare nei mesi prossimi una “rotazione” nel senso che, là dove possibile, chi ora rimane a casa, percependo l’indennità di disoccupazione, possa tornare al lavoro, trovando libero lo spazio di chi, avendo già lavorato, si sacrificherà a sua volta, lasciando per un periodo e percependo l’indennità di disoccupazione: se risaniamo, vi è la speranza che tutti un giorno rientreranno al lavoro e magari si assumeranno anche persone nuove.
Non c’è alcuna volontà di chiudere o distruggere quello che di buono è stato costruito, ma, per poter riuscire, abbiamo bisogno dell’aiuto di tutti (anche del tuo che stai terminando di leggere) non fosse altro in termini di consigli, suggerimenti, sostegno in qualsiasi modo si ritiene opportuno manifestarlo.”

L’amministrazione giudiziaria