La Confraternita di Misericordia di Isola di Capo Rizzuto si è costituita formalmente nel 1988 ma ha cominciato a vivere come gruppo sociale molto prima. Quando, cioè, i Padri Rosminiani, nel 1976, si sono insediati nel comune della provincia di Crotone per volere dell’Arcivescovo di Crotone e S.Severina, Mons. Giuseppe Agostino, che ne invocò la presenza perché così si espresse: Isola Capo Rizzuto, ricca di tante potenzialità, ha bisogno di una rinascita ecclesiale che la trasformi socialmente.

Prima di assumere la decisione di stabilirsi qui, peraltro, i Superiori della Congregazione incaricarono Mons. Antonio Riboldi, allora parroco in Sicilia, di svolgere un sopralluogo e fornire un proprio parere. Anni dopo, motivando il suo “via libera”, Mons. Riboldi ebbe modo di dire: “Semplice, mi resi conto, visitando il paese e rimanendone seriamente impressionato per le condizioni di povertà sociale, materiale e religiosa, che quello era il posto più adatto per un rosminiano chiamato ad esercitare la carità universale nella sua triplice dimensione: temporale, intellettuale, spirituale”.

Il tratto distintivo dell’impegno dei Padri Rosminiani, trasfuso più tardi nella Misericordia, è il lavoro con i giovani, il tentativo di condurli fuori dai contesti familiari tradizionali, di affrancarli dal “familismo” e di indirizzarne le energie verso attività sane e comuni.

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Per la verità, fra il 1985 e il 1987 sono molti i giovani di Isola Capo Rizzuto ad avvertire l’esigenza di una vita nuova. Dopo la barbara uccisione di due bambine innocenti, portatrici dell’unica “colpa” di essere componenti di una famiglia mafiosa, nel corso dei tragici funerali prende corpo l’idea di una marcia per la vita che sia, al tempo stesso, un corteo, il primo nel paese, contro l’indifferenza e contro l’omertà.
Nel 1987, la decisione di Leonardo Castellani di girare a Isola Capo Rizzuto il film Il coraggio di parlare, prodotto fra gli altri da Rai Uno, tratto dall’omonimo romanzo di Gina Basso, è il premio per quelle coraggiose iniziative.

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Il Gruppo giovanile parrocchiale, del resto, all’inizio dell’anno aveva inviato una lettera di denuncia delle drammatiche condizioni sociali del paese al Papa, al Presidente della Repubblica,. al Ministro dell’Interno e al Presidente della Commissione Antimafia, per richiamare l’attenzione pubblica sul problema della mafia, chiamata arditamente – per quei tempi – per nome.

Il film – vale la pena di ricordarlo perché esso è, per il gruppo che fonderà e diventerà la Misericordia, una specie di marchio, di insegna, di programma – racconta la storia di un ragazzo calabrese in cerca di lavoro che giunge inconsapevolmente a spacciare eroina per conto di un malavitoso del luogo.

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Accortosi di quanto sta accadendo, il ragazzo molla tutto e trova rifugio sotto l’ala protettrice di un “padrino” che subdolamente riesce a introdurre il giovane in un giro tanto illegale quanto pericoloso. Un sequestro di persona al quale egli assiste, impotente, assieme al padre, complica ulteriormente le cose.

Il ragazzino però è sveglio e onesto e reagisce. Decide di andar via e di sfuggire così alla morsa della ‘ndrangheta. Ma il ragazzo non è al sicuro neppure a Milano e allora trova il coraggio: parla. O, meglio, prende lucidamente coscienza del fenomeno e denuncia i suoi sfruttatori ai Carabinieri. Fatti arrestare il “padrino” e gli altri, il giovane subirà, nei primi giorni del suo ritorno a Isola Capo Rizzuto, l’ostilità dei suoi stessi concittadini, fino a quando il gruppo compatto dei suoi coetanei lo accoglierà come un benefattore e si stringerà attorno a lui.

La Misericordia ha questo background, è stata costituita sotto questi auspici e ha proseguito il suo lavoro in questa stessa direzione fino ad oggi, basti pensare che l’associazione è reduce da una straordinaria esperienza di protezione civile in occasione del terremoto in Abruzzo del 2009 organizzata proprio nei beni confiscati alla criminalità organizzata.

Le attività principali che svolge oggi la Misericordia consistono:

nell’assistenza alle persone svantaggiate la Misericordia, nei beni confiscati alla criminalità e assegnati all’associazione dal Comune, ha installato ad esempio il Banco alimentare, a disposizione delle famiglie bisognose, e un Centro disabili nel quale vengono assistiti i portatori di handicap;
nello svolgimento del servizio di emergenza e soccorso sanitario in convenzione con l’Azienda Sanitaria Provinciale (la Misericordia possiede ambulanze e mezzi e gestisce il presidio fisso “118” sito nel centro di Isola Capo Rizzuto);
nell’organizzazione della donazione del sangue per mezzo del Gruppo Fratres;
negli interventi di protezione civile in caso di calamità locali, nazionali e internazionali (da ultimo effettuati in Abruzzo e a Messina), coordinati come detto nella sala operativa di protezione civile allocata in un immobile confiscato alla criminalità;
nella collaborazione con la Confederazione Nazionale delle Misericordie d’Italia per la gestione del Centro d’Accoglienza per gli immigrati richiedenti protezione internazionale di S.Anna di Isola di Capo Rizzuto, il più grande d’Europa, e del Centro d’Identificazione ed Espulsione sito nella medesima località. E ciò sulla base di una convenzione , valida fino al 31 luglio 2012, fra la Prefettura di Crotone e la Confederazione;
nella lotta alla ‘ndrangheta, che si concretizza, per un verso, attraverso una capillare attività di prevenzione delle infiltrazioni mafiose ovunque ve ne sia il rischio, agevolata da un dialogo costante con le Autorità e in generale con lo Stato, e, per altro verso, in una serie di iniziative che formano alla legalità le giovani generazioni in un contesto sano in cui le attività della Misericordia si combinano con quelle della Parrocchia di Isola Capo Rizzuto.

Come è ovvio, l’impegno e l’attività svolta nei Centri di Accoglienza da parte della Confederazione Nazionale delle Misericordie d’Italia – di gran lunga precedente al periodo interessato dall’ultima convenzione e iniziato dieci anni fa su base meramente volontaristica – ha fatto sì, col tempo, che per effetto di questo straordinario esercizio di accoglienza (e di management dell’accoglienza), si sia andato costruendo e consolidando, fra Isola Capo Rizzuto, sede del Centro e della Misericordia, e Firenze, sede della Confederazione, un patrimonio pressoché unico di informazioni, conoscenze, esperienze nel settore dell’immigrazione.

Non è un caso che la Fondazione di Studi internazionalistici “Gaetano Morelli”, che riunisce alcuni degli studiosi più affermati della materia, abbia voluto organizzare in collaborazione con la Misericordia di Isola Capo Rizzuto il suo decimo corso dedicato, dal 7 all’11 settembre 2009, alle “Procedure e garanzie del diritto d’asilo” e realizzato nel modernissimo Centro Congressi “Antonio Rosmini” realizzato a Capo Rizzuto dalla Parrocchia: alla cerimonia d’apertura sono intervenuti, oltre a rappresentanti dell’UNHCR e alle Autorità locali, il Vice Prefetto Sandra Sarti del Dipartimento Libertà Civili e Immigrazione del Ministero dell’Interno che ha avuto parole di elogio per l’attività dell’associazione nel settore dell’immigrazione.