La Confraternita di Misericordia di Isola di Capo Rizzuto si costituisce formalmente nel 1988, ma la sua formazione si colloca prima di questo momento, con l’avvento a Isola di Capo Rizzuto dei Padri Rosminiani e col processo di crescita culturale complessiva dell’uomo, della famiglia e della comunità, che i Padri hanno saputo trasferire e radicare. Un lavoro che parte dai giovani e tenta di condurli fuori dai contesti familiari tradizionali, impegnandoli in attività comuni. Da qui i gruppi giovanili, la Caritas, la necessità dell’impegno nel settore sanitario e quindi l’associazione Misericordia. Nello stesso periodo si formano anche altri gruppi e associazioni che oggi confluiscono tutte nella Misericordia. Il punto di svolta avviene nel 1985 quando, a seguito di una serie di omicidi, i giovani di Isola denunciano la cultura dell’omertà.

Gli eventi hanno una risonanza nazionale, viene prodotto anche un film, “Il coraggio di parlare”, vincitore anche di due premi Oscar. La Misericordia ha, fin dall’inizio, assunto lo statuto giuridico di associazione di volontariato. Nel corso degli anni si sono modificati gli statuti, si è provveduto alle iscrizioni ai registri regionali del volontariato, della protezione civile ecc. Oggi la Misericordia ha il riconoscimento giuridico come associazione, è appunto organizzazione di volontariato che risponde alla normativa nazionale, la L.266/1991. Vale la pena sottolineare la modifica statutaria resasi necessaria a partire dal 2001 per l’incorporazione all’interno della Misericordia stessa dei diversi gruppi e associazioni che nel corso di oltre un decennio si erano formate attorno alla Parrocchia.

Il nuovo assetto statutario definisce evidentemente un nuovo modello organizzativo e di gestione degli organi associativi, che apre la riflessione, ben presente per la Misericordia, ad un ulteriore sforzo organizzativo necessario per la crescita sia delle attività, sia dei gruppi, sia infine degli aderenti. L’associazione non definisce con precisione l’evoluzione rispetto ai diversi portatori di interesse all’interno della organizzazione. Il riferimento è piuttosto quello di un rapporto costante, mantenuto e consolidato nel corso del tempo, con la Comunità Parrocchiale. In essa ovviamente i diversi gruppi, le diverse fasce d’età con i propri problemi e le proprie attese, uniti tuttavia in percorsi di condivisione delle scelte. Con il 2001 si apre per l’organizzazione una nuova fase, nel senso che l’avvento delle convenzioni e il processo di incorporazione delle altre associazioni all’interno della Misericordia, definisce nuovi stakeholders interni ed esterni (Amministrazioni Pubbliche, dipendenti e collaboratori, organizzazioni interne alla Misericordia ecc.).

Questo passaggio del 2001 è più volte sottolineato dalla dirigenza e visibile come strategico: il futuro della Misericordia necessita di una revisione organizzativa che contempli da un lato la necessità di un’ampia partecipazione ai processi decisionali dei diversi stakeholders interni e dall’altro modalità più efficaci di coordinamento per garantire una gestione ottimale delle risorse, in primis quelle umane e professionali. La crescita complessiva anche sul piano occupazionale genera ulteriore domanda: le crescenti richieste di lavoro oggi aprono a processi che devono essere adeguatamente governati. La Misericordia in questo senso ritiene di dover affermare percorsi centrati anzitutto sul volontariato; la partecipazione in Misericordia parte cioè da un impegno volontario; laddove si creino opportunità, la Misericordia diviene anche opportunità per l’inserimento lavorativo, non il contrario.

Le caratteristiche costitutive della Misericordia si definiscono tuttavia a partire e soprattutto rispetto alla ispirazione ideologico-culturale, una costante per le diverse fasi di sviluppo, al di là della visione che la comunità nel corso del tempo ha maturato: di un’organizzazione capace di dare risposte concrete anche in grandi situazioni di emergenza, di essere “braccio operativo” per la Parrocchia trovando soluzioni operative a problemi evidenziati e condivisi, per alcuni fors’anche di un’organizzazione capace di esercitare potere nell’ambito territoriale. L’ispirazione resta quindi di matrice cattolica, e che vuole crescere nella capacità di creare una cultura civica e solidale per la comunità. Cambia nel corso del tempo la filosofia d’intervento, o meglio, si struttura sulla base della diversità dei servizi che di volta in volta si aggiungono. Il punto di svolta viene rintracciato nel 1996, con la nascita della protezione civile, capace di creare mobilitazione e partecipazione allargata anche ad eventi lontani (le emergenze sopra ricordate). Una filosofia d’intervento che si modifica sulla base della operatività, mantenendo ovviamente costante il riferimento ideologico culturale e valoriale.