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Quando lo sport significa inclusione sociale: la Polisportiva Isola fa allenare i migranti

Da sempre, lo sport, è integrazione e promuove l’aspetto educativo improntato a sani stili di vita. Lo sanno bene le figure professionali del Centro d’Accoglienza di Sant’Anna che tre volte a settimana accompagnano i migranti presso le strutture di allenamento vicine al Centro. Ed è per questo nobile scopo che l’ente gestore del Regional Hub (l’ATI, guidata dal Consorzio Opere di Misericordia), ha sottoscritto importanti protocolli d’intesa con la “Polisportiva Isola Capo Rizzuto” e con la società sportiva “U.S. Sant’Anna”. La stipula di questi protocolli, oltre a garantire servizi aggiuntivi e migliorativi nella gestione del Centro, persegue l’obiettivo di favorire l’integrazione dei migranti, coinvolgendoli in attività ludico-sportive, senza trascurare l’aspetto educativo. In tale prospettiva è stata attivata una vera e propria scuola-calcio, contraddistinta da un preciso programma di allenamento diretto da un qualificato preparatore atletico. A mostrare maggiore interesse e partecipazione per le sedute di allenamento e le partitelle sono i cittadini eritrei, anche perché, allo stato attuale, la loro presenza all’interno del Centro è predominante rispetto alle altre nazionalità di provenienza dei migranti. Non mancano però i pakistani, i nigeriani, e altri degli stati centrafricani. A detta del preparatore atletico, l’intero gruppo che pratica gli allenamenti si è sempre dimostrato rispettoso ed educato nei confronti del loro istruttore. Solitamente, ciascuna seduta prevede una prima fase di riscaldamento ed allenamento, seguita dalla partita di calcio tra etnie diversificate. Non manca infine, per i migranti, la possibilità di essere attenzionati dalle società calcistiche del luogo, che già in passato hanno integrato i propri organici attingendo dal Centro d’Accoglienza.