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Risposta per l’europarlamentare di M5S, Laura FERRARA.

Abbiamo accolto con stupore le dichiarazioni rese dalla Dott.ssa Laura Ferrara a seguito della visita effettuata presso il Cara di Sant’Anna e per questo intendiamo far chiarezza su quanto erroneamente rilevato e diffuso dall’europarlamentare.

Per quel che riguarda l’asserita “poca trasparenza”, relativa alla gestione dei servizi eroganti all’interno del Cara, si riferisce che avrebbe potuto e dovuto preliminarmente documentarsi. Del resto sarebbe bastato accedere al sito ufficiale del Ministero dell’Interno e consultare il seguente link:

http://www.interno.gov.it/mininterno/export/sites/default/it/assets/files/28_2014/2014_06_20_Specifiche_tecniche_CARA.pdf

Palesemente errate sono state le dichiarazioni relative alla gestione sanitaria del Centro: tutti gli ospiti della struttura sono infatti iscritti al sistema sanitario nazionale e tutti gli accertamenti clinici specifici vengono effettuati presso la locale azienda sanitaria. Non corrispondente al vero, quindi, è la dichiarazione secondo la quale le strutture sanitarie pubbliche non sono coinvolte nell’assistenza medica ai richiedenti asilo. Peraltro i servizi sanitari erogati secondo convenzione all’interno della struttura, presso il locale presidio medico, possono essere equiparati a quelli di una comune guardia medica. A ciò si aggiunge che ogni visita medica e più in generale qualsiasi interazione con gli ospiti, avviene attraverso i mediatori linguisti e culturali del Centro.

Abbiamo ragionevoli dubbi di ritenere che gli ospiti siano in grado di effettuare un’anamnesi di tipo medico, e soprattutto abbiamo seri dubbi che ne abbiano competenza i collaboratori che hanno accompagnato la Ferrara.

Per quanto riguarda il buono economico si ribadisce che secondo convenzione lo stesso è usufruibile all’Interno della struttura e che i prezzi praticati sono conformi a quelli indicati sulle fatture di acquisto. Si riferisce poi che il valore dell’Euro è stabilito dagli scambi dei mercati finanziari internazionali e non come riferisce la Ferrara che “il valore reale di due euro e cinquanta dipende, in ultima analisi, esclusivamente dall’effettivo controllo sui prezzi praticati all’interno del Centro”.

Per quanto riguarda i bagni in comune si fa presente che in tutte le case degli Italiani il bagno è usato comunemente dagli inquilini che vi abitano. Le pulizie sono effettuate secondo modalità prescritte in convenzione.

S.Anna, lì mercoledì 29 ottobre 2014