Share

Sbarco a Lampedusa: l’intervento delle Misericordie

Primo sbarco questa notte a Lampedusa, coordinato dalla Confederazione nazionale delle Misericordie d’Italia. Come si ricorderà, dal 1° ottobre scorso, le Misericordie sono tornate sull’Isola per gestire il Cpsa (Centro di primo soccorso e accoglienza) a seguito di una procedura negoziata, indetta dalla Prefettura di Agrigento e dopo una gestione quinquennale del Cpt (dal 2002 al 2007).

Trentaquattro persone, tra le quali 5 famiglie siriane con 10 bambini a carico e 14 uomini tunisini, sono sbarcate intorno alle 23.30 al porto dell’isola siciliana. Tutti in buone condizioni di salute gli immigrati, tranne una donna per la quale si è reso necessario l’intervento dei sanitari in via preventiva perché bagnata e infreddolita, come il resto dei passeggeri, che sono stati subito presi in cura dagli operatori delle Misericordie, i quali hanno provveduto a fornire coperte e vestiti asciutti.

Proprio in quelle ore, una delegazione della Confederazione, si trovava sull’isola per un sopralluogo organizzativo: il Vicepresidente nazionale delle Misericordie con delega all’immigrazione, Leonardo Sacco, da anni forte dell’esperienza maturata a Isola Capo Rizzuto con la gestione del Cda-Cara S.anna, il direttore della Confederazione Andrea Del Bianco, il correttore spirituale e il direttore del Centro d’accoglienza S.Anna, rispettivamente don Edoardo Scordio e Francesco Tipaldi e la direttrice del Cpsa di Lampedusa Rossana Perri.

Lo staff organizzativo, nella giornata di ieri ha incontrato il sindaco dell’isola, Giusi Nicolini, con la quale si è discusso della fondamentale esigenza di supportare il territorio e i suoi abitanti e soprattutto di umanizzare il Centro, portando i valori che da sempre caratterizzano l’operato delle Misericordie.

“Questa prima visita – ha detto don Edoardo – è stata importante per conoscere le condizioni e il clima nel quale le Misericordie si troveranno ad operare”. “E’ una comune intenzione – ha continuato – quella di lavorare per umanizzare il momento del soccorso e della cura agli immigrati come da anni accade a Isola Capo Rizzuto eliminando la concezione comune che si tratti di un mero momento di accoglienza materiale”.

“Crediamo ci siano tutte le condizioni per migliorare gli standard di vivibilità – ha aggiuntoAndrea Del Bianco – semplicemente rifacendoci ai nostri valori statutari e all’esperienza maturata negli anni nel Centro di Isola Capo Rizzuto”.

In mattinata gli ospiti sono stati trasferiti presso il Centro d’accoglienza di Porto Empedocle.

Fonte www.misericordie.it