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Si sono conosciuti e innamorati nel Centro d’accoglienza di S. Anna

Non era mai accaduto fino a ieri. Ma anche un centro di accoglienza richiedenti asilo tal-volta puo essere un luogo dove si incontra il partner giusto: quello da sposare. Ieri infatti nel “Cara” di Sant’Anna, Mohammed e Sa-mira: hanno celebrato le loro nozze, tra l’entusiasmo e il calore degli operatori della Misericordia che gestiscono la struttura d’accoglienza e di numerosi in vitati. Un matrimonio di rito musulmano, che è la religione della coppia. Celebrato da un imam, anch’egli ospite del “Cara”. Sa-mira, giovane marocchina, e Mohammed, iracheno, sono alloggiati nel “Cara” dal 2014.

Ed è nel centro che si sono conosciu-ti, frequentafi e poi innamorati. Luiha già espletato la procedura di richiesta d’asilo, conclusasi con il riconoscimento nei suoi confronti della protezione inter nazionale. Lei e invece in attesa di sostenere l’audizione presso la Commissione Territoriale. Il matrimonio dei due giovani migranti rappresenta un evento -unico: non era infatti mai accaduto, dal 1999 ad oggi, che all’interno del centro d’accoglienza di Sant’Anna venisse celebra-to un matrimonio. Nel corso de-gli anni si è assistito alla nascita di tanti bambini, ma il matrimonio rappresenta un “Unicum”.

Le nozze si sono celebrate all’ interno di un salone del centro d’accoglienza, addobbato e allestito secondo le usanze sia ma-rocchine che irachene. Anche il rito ha tenuto conto delle tradizioni osservate nei due Paesi di provenienza degli sposi: al momento dello scambio degli anelli i festeggiati hanno adempiuto al rito marocchino che prevede che entrambi gli sposi bevano del latte e mangino un dattero; questo gesto vuol significare ed augurare abbondanza, felicità e fecondità. Le usanze irachene hanno invece trovata espressione nei festeggiamenti a base di musica e balli.

Il rito islamico

Celebrato da un imam O Un imam, ospite del centro di accoglienza ha celebrato secondo il rito islamico le nozze, Oltre ai numerosi richiedenti asilo hanno partecipato tanti operatori della Misericordia, rappresentati dal direttore del Cda-Cara Francesco Tipaldi. E sono inoltre inter-venuti i rappresentanti delI’ Ufficio Immigrazione della Questura di Crotone, assieme ai mediatori culturali impiegati nella struttura.