busta-CENT-CULT-ROSMINI

Responsabile: Albina Amato

Email: centromatteo@misericordiaisola.it

Il Centro Matteo 25 (Venite, benedetti del Padre mio, ricevete in eredità il regno preparato per voi fin dalla fondazione del mondo. 35Perché io ho avuto fame e mi avete dato da mangiare, ho avuto sete e mi avete dato da bere; ero forestiero e mi avete ospitato, 36nudo e mi avete vestito, malato e mi avete visitato, carcerato e siete venuti a trovarmi. 37Allora i giusti gli risponderanno: Signore, quando mai ti abbiamo veduto affamato e ti abbiamo dato da mangiare, assetato e ti abbiamo dato da bere?38Quando ti abbiamo visto forestiero e ti abbiamo ospitato, o nudo e ti abbiamo vestito? 39E quando ti abbiamo visto ammalato o in carcere e siamo venuti a visitarti? 40Rispondendo, il re dirà loro: In verità vi dico: ogni volta che avete fatto queste cose a uno solo di questi miei fratelli più piccoli, l’avete fatto a me.) è un servizio semiresidenziale per persone con gravi disabilità dipendenti da qualsiasi causa, la cui fragilità è compresa nelle 5 classi della Scheda Individuale Disabili (SIDI), strumento di classificazione predisposto dalla Regione Calabria. La più recente “Classificazione Internazionale della Disabilità e della salute” ICF-OMS 2001, che considera la disabilità come risultato dell’interazione fra la salute dell’individuo e dei fattori legati al contesto. Il Centro persegue le seguenti finalità in attuazione dei principi contenuti nella legge 05/02/1992 n° 104.

Il Centro offre servizi finalizzati a migliorare la qualità della vita e il benessere delle persone disabili che lo frequentano, facendo propria la definizione di salute dell’Organizzazione Mondiale della Sanità “Classificazione Internazionale del funzionamento, della salute e disabilità” (ICF 2001).

La classificazione ICF, strumento universale, rappresenta un’autentica rivoluzione nella definizione, e quindi nella percezione, della salute e della disabilità.
Il modello ICF propone un approccio integrato, biopsicosociale, che per la prima volta tiene conto dei fattori ambientali, dei fattori contestuali della persona, e non solo della diagnosi, classificandoli in maniera sistematica.

Si tratta infatti di un nuovo orientamento culturale, di una nuova visione della disabilità. Accettarla significa considerare la disabilità come un problema che non riguarda solo le persone che ne sono colpite e le loro famiglie, ma come un impegno di tutta la comunità, delle istituzioni in primo luogo, perché richiede uno sforzo ed una collaborazione multisettoriale integrata.

Il Centro Matteo, pertanto considera gli aspetti sanitari, personali e sociali di ogni ospite e la sua dimensione famigliare in un modo unitario. Le persone con disabilità frequentanti il Centro, sono caratterizzate da una o più delle seguenti caratteristiche:

* difficoltà e limitazioni di vario genere e grado nelle autonomie di base, relativamente alla cura della propria persona (lavarsi ed asciugarsi, mangiare e bere, sopperire ai propri bisogni fisiologici);

* difficoltà e limitazioni di vario genere e grado nelle attività interpersonali semplici e/o complesse (iniziare un compito, organizzare il tempo e i materiali, affrontare le distrazioni, rispettare i tempi ed i ritmi di un compito, completare un compito, svolgere un compito da solo o in gruppo, sopportare lo sforzo fisico e mentale richiesto);

* difficoltà e limitazioni di vario genere e grado nelle attività interpersonali semplici e/o complesse (rispetto, cordialità, tolleranza nelle relazioni, contatto fisico adeguato, regolazione delle emozioni e degli impulsi nelle relazioni interpersonali e di fronte all’aggressione verbale e/o fisica);

* difficoltà e limitazioni vario genere e grado nei processi basilari dell’apprendimento(guardare intenzionalmente, ascoltare, osservare, prestare attenzione, copiare, imitare, acquisire abilità, risolvere problemi);

* difficoltà e limitazioni di vario grado nelle attività motorie (mantenere e cambiare una posizione

corporea, trasportare, spostare e manipolare oggetti, camminare, salire e scendere le scale, ecc);

* difficoltà e limitazioni vario genere e grado nelle attività di comunicazione (comprensione di messaggi verbali e non, comprensione di messaggi scritti, produzione di messaggi verbali e non, produzione di messaggi scritti, attività di conversazione);

* difficoltà psicopatologiche di vario genere e grado (adeguatezza all’emozione rispetto al contesto di riferimento, tensione, ansietà, labilità, appiattimento, depressione, controllo e manipolazione del pensiero, incoerenza del pensiero, manie, ossessioni).


Il Centro realizza interventi personalizzati che permettono di:

* mantenere e migliorare le condizioni di salute fisica e psichica;

* sostenere e potenziare la capacità di svolgere gli atti quotidiani;

* sperimentare e mantenere delle relazioni interpersonali significative;

* promuovere e sostenere una rete territoriale funzionale all’integrazione delle persone con disabilità e delle loro famiglie con il territorio di appartenenza;

* valorizzare le caratteristiche personali;

* sostenere le famiglie nel loro ruolo educativo quotidiano così da dare a tutti gli interventi promossi a favore della persona disabile, la maggior continuità ed il miglior coordinamento possibile. E’ infatti di fondamentale importanza che tutte le agenzie educative che hanno, come unico fulcro del loro agire, la persona umana, con la sua unicità e specificità, collaborino, di comune accordo, per il potenziamento delle capacità individuali e delle abilità personali dell’individuo. 
Per il Centro le famiglie sono “ricche” di risorse concrete e non solo bisognose di aiuto. Per questo si ricerca con loro un’alleanza che permette di condividere la gestione della quotidianità, connotata dalla fatica connessa alla presenza di un familiare con disabilità, coinvolgendole il più possibile direttamente anche nella scelta degli interventi più adeguati.

Le prestazioni socio-educative e riabilitative sono assicurate dagli educatori e da figure tecniche specializzate (psicologo, musicoterapeuta ecc.). Gli operatori realizzano interventi educativi individualizzati, pensati per ogni singolo

ospite; le singole attività e la complessiva organizzazione del servizio sono orientate ad aiutare gli ospiti a raggiungere un più adeguato rapporto con se stessi, con gli altri e con l’ambiente, nonché ad acquisire comportamenti e funzioni indispensabili per la vita di tutti i giorni. Il lavoro educativo tende ad avvalersi del contributo delle singole famiglie e ad integrarne il ruolo formativo.

Il lavoro educativo

Il lavoro educativo svolto considera la persona in modo globale e tende a valorizzare le diverse dimensioni della persona (psicomotoria, cognitiva, emotiva, affettiva, relazionale, sessuale, sociale) e ad operare avendo di mira il benessere complessivo. Il lavoro opera su tre livelli:

 La relazione

L’attenzione alla persona si fonda sulla relazione tra operatore e ospite. Questo aspetto comporta, da parte degli operatori, la necessità di pensare, elaborare e verificare continuamente il proprio operato in termini non tanto e non solo di ‘cosa si fa’ ma del ‘come’ e ‘perché’ si fa.

L’utente, attraverso la relazione con l’operatore può giungere a :

* una migliore comprensione ed espressione di sé e dei propri bisogni;

* maggiore accettazione di sé nel riconoscimento dei propri limiti e capacità ;

* crescita del grado di autostima e della capacità di operare delle scelte e realizzare obiettivi ;

* una migliore comprensione dei diversi contesti in cui agisce e delle regole che li caratterizzano.

Ciò alfine di rafforzare la propria identità e partecipare il più possibile alla vita della comunità e del territorio.

Il mantenimento e lo sviluppo delle abilità potenziali

Questo aspetto del lavoro educativo è finalizzato a rendere maggiormente accessibile al disabile l’ambiente circostante, incrementando il possesso di strumenti cognitivi e in generale il repertorio comportamentale. La persona che possiede un ampio repertorio di abilità cognitive ha maggiori possibilità di interagire adeguatamente con l’ambiente circostante sfruttando tutte le occasioni di apprendimento che tale ambiente offre, parallelamente aumenta anche la probabilità di risposte ambientali, in particolare relazionali, positive nei suoi confronti. L’analisi e la scelta degli obiettivi e delle strategie di intervento devono partire dalla conoscenza della persona nella sua globalità e complessità.

L’integrazione sociale

Questo è il livello del nostro lavoro dove maggiormente si rende visibile l’intervento educativo come relativo alla relazione tra persona disabile e ambiente. Da un lato si accompagna la persona in un percorso di appropriazione dei luoghi e contesti che il territorio offre, dall’altro si avvicina il cittadino al mondo dei disabili, con iniziative di sensibilizzazione culturale ciò permette una riduzione del pregiudizio e di atteggiamenti di espulsione nei confronti del “diverso”. Poiché generalmente il Centro Matteo 25 è il luogo dove la persona disabile trascorre una parte significativa del suo tempo, diviene anche la sede ove maggiormente si evidenziano i bisogni e le problematiche relative al singolo e alla sua famiglia. In questo senso il Centro, individuando i bisogni e tutte le risorse offerte dall’ambiente, può spesso essere di stimolo anche ad altri Servizi e Agenzie (reti formali) nell’elaborazione di progetti comuni e ricerca di strategie d’intervento. Il Centro MATTEO 25, diventa una realtà visibile e radicata nel territorio attraverso iniziative di apertura del Centro alla cittadinanza, quali ad esempio mostre-mercato, feste e dibattiti e parallelamente prendendo parte a proposte provenienti da altre agenzie del territorio di per sé estese all’intera popolazione. Ciò affinché il Centro giunga, nel rapporto con il territorio, all’esplicitazione della propria identità, all’illustrazione delle attività svolte e alla conoscenza delle altre realtà impegnate nel sociale presenti.

DESTINATARI

Il Centro accoglie persone con disabilità psicofisiche rilevanti, di età superiore ai 18 anni di entrambi i sessi.
È prevista la possibilità di accogliere minori in presenza di una specifica richiesta del genitore, di una valutazione specialistica e dell’assenso dell’équipe che valuta gli inserimenti.

ORGANIZZAZIONE

Ricettività:
Il Centro può accogliere 15 disabili.

Modalità di accesso:
Le famiglie interessate possono, previo appuntamento con il coordinatore, visitare il servizio durante l’orario di apertura.
Per accedere al Centro Matteo 25, le famiglie devono contattare il Responsabile del Centro che insieme all’equipe socio-psico-pedagogica valuteranno il grado di disabilità e le condizioni generali del disabile. Una volta a conoscenza della richiesta, valutata la fattibilità dell’accesso al Centro la coordinatrice dà inizio al percorso di accoglienza incontrando la famiglia ed accompagnandola nella conoscenza degli spazi concreti del servizio, delle modalità di lavoro, delle opportunità offerte ecc.
L’ammissione definitiva al Centro avviene attraverso un periodo di inserimento graduale, variabile a secondo dei bisogni del soggetto e della famiglia.

I documenti necessari per l’accesso al Centro Matteo 25 sono i seguenti:

* Fotocopia certificati Invalidità

* Fotocopia Tessera Sanitaria

* Fotocopia Codice Fiscale

* Certificato medico attestante la patologia e la terapia in atto

* Fotocopia di eventuali Relazioni Socio-Sanitarie di rilevante interesse

* Sottoscrizione degli impegni e delle responsabilità assunti sia dalla famiglia che dal Centro stesso.

Il Centro Matteo 25, lavorerà con i servizi territoriali al fine di stabilire contatti utili, protocolli d’intesa, ecc.. sia per promuovere nuove iscrizioni, sia per dare la possibilità ai disabili di aprirsi al mondo esterno.
L’iscrizione al Centro Matteo 25, prevede il pagamento di una quota mensile stabilita dal Centro.
Apertura del servizio:
Il servizio garantisce una apertura annuale, con chiusure per le festività natalizie, pasquali e nazionali; il calendario viene definito annualmente e comunicato entro novembre alle famiglie.
Il servizio viene di norma garantito dal lunedì al venerdì, dalle 9.00 alle 15.30. L’orario di ingresso e di uscita è flessibile, viene concordato con le famiglie e dipende in parte dalle abitudini di sonno-veglia dei soggetti.

PERSONALE

L’ÈQUIPE DEL SERVIZIO

L’equipe del servizio è formata da: un coordinatore, un educatore professionale, uno psicologo, un assistente sociale, responsabile dei laboratori, un autista e ausiliarie socio assistenziali. L’equipe, si incontrerà una volta a settimana. Durante la riunione si discuterà di ciascun disabile, degli eventi successi durante la settimana e di eventuali problematiche riguardanti la struttura e il suo funzionamento. A questi si aggiungono, in appoggio i Volontari. Consulenti esterni:

* Psichiatra

* Infermiere

* Musicoterapista

* Logopedista

* Fisioterapista

L’èquipe elabora in modo integrato la programmazione annuale e i Progetti Individuali che vengono verificati ogni anno.
L’apporto specifico di ogni figura professionale permette una visione complessiva della persona, che guarda agli aspetti educativi, assistenziali, sanitari e sociali.

Gli operatori si confrontano, definiscono le proposte, declinano gli obiettivi individuali, e di gruppo.
Settimanalmente l’équipe si riunisce per discutere delle problematiche legate alla vita quotidiana del Centro, ai Progetti Individuali degli ospiti, alle modalità di intervento e a questioni di tipo organizzativo. L’ottica con cui si lavora è quella della ricomposizione di ogni percorso all’interno del progetto generale del servizio.

Coordinatore:
Il coordinatore si occupa del monitoraggio quotidiano degli aspetti gestionali, organizzativi del servizio e del rapporto con le famiglie. E’ il riferimento per la conoscenza del Centro, del suo funzionamento e della sua organizzazione.
Il Coordinatore si occupa giornalmente di aggiornare le schede relative a ciascun utente.

Educatore professionale:
Ha uno sguardo attento in particolare a cogliere le caratteristiche distintive della persona, fatte di capacità e limiti. Questo permette di individuare, nel confronto con l’equipe, quali sono i cambiamenti possibili e gli equilibri da ricercare.
Pianificherà il Progetto Individuale in attività e proposte che realizzerà secondo un’organizzazione settimanale.
Compito dell’ educatore è anche quello di documentare il lavoro svolto, aggiornare i documenti del servizio relativamente ai Progetti.
Per ogni ospite l’educatore avrà un’attenzione particolare per tutto ciò che lo riguarda, mantiene il contatto periodico con la famiglia con cui costantemente raccoglie e scambia informazioni sul figlio.

Assistente sociale: La figura dell’assistente sociale, elaborerà per ogni utente un PAI (piano assistenziale individualizzato). Dopo la presa in carico, valuterà i bisogni psico-sociali e del contesto familiare di ciascuno, in base a questi preparerà il PAI, che potrà essere modificato periodicamente sulla base di nuovi bisogni emergenti. Inoltre, l’assistente sociale, manterrà i rapporti con gli enti pubblici e i servizi socio-sanitari presenti sul territorio. Rientra fra i compiti dell’assistente sociale quello di stilare le relazioni sociali per ciascun utente e tenere un diario di bordo aggiornato.

Psicologo: Esso collabora con il coordinatore nella fase di inserimento degli utenti al Centro, supporta gli operatori nella formulazione e nella gestione dei progetti educativi individualizzati e fornisce consulenza alle famiglie degli utenti. Assicura la propria presenza al Centro, di norma, almeno una volta alla settimana.

Responsabile dei laboratori: Istruttore di mestiere per i laboratori attivati al Centro che svolgerà la loro opera in un tempo settimanale ben definito, sulla base dei piani individuali d’intervento;

Ausiliarie socio assistenziali:
Grazie alla loro formazione specifica garantiscono attenzione agli aspetti di cura, dell’igiene personale e dei bisogni assistenziali di ogni ospite. Gestiscono inoltre l’igiene e la pulizia del servizio.

Autista: Si occupa di prendere gli utenti dalla loro abitazione per accompagnarli al Centro, di riaccompagnarli a casa finite le attività del Centro e di accompagnare gli utenti nelle uscite programmate.

MODALITÀ DI FUNZIONAMENTO DEL CENTRO

Il progetto individualizzato
L’accoglienza dell’utente avviene attraverso un inserimento graduale e programmato, che generalmente non supera i due o tre mesi, per osservare le competenze, i limiti e le necessità dell’utente stesso e che permette da ambo le parti di approfondire la conoscenza, con attenzione alle istanze che porta la famiglia.
Viene steso un progetto individualizzato per ogni ospite, che punta al raggiungimento di una soddisfacente qualità di vita, coerente con le sue capacità, aspettative, desideri e stile di vita della famiglia e finalizzato al raggiungimento del benessere possibile
Individua una serie di obiettivi generali e specifici e di conseguenza le attività riabilitative, abilitative e di socializzazione per ogni utente.
Ad ognuno vengono fatte proposte diverse, a volte di tipo individuale, a volte di piccolo, medio e grande gruppo, ponendo attenzione alla strutturazione di un clima di accoglienza, di ascolto e di scambio.
Il Progetto Individualizzato viene rivisto annualmente , con una costante attenzione ai cambiamenti, all’evoluzione o involuzione del singolo, presentato alla famiglia, per condividere il più possibile gli aspetti dell’intervento.

ATTIVITÀ E SERVIZI


Le proposte si strutturano attraverso un criterio di flessibilità ed elasticità rispetto al singolo e con costante attenzione alla complessità del servizio.

GIORNATA TIPO

La giornata al Centro è articolata in fasce orarie, secondo un’organizzazione precisa. Le attività e le proposte variano di giorno in giorno in base ai PEI o alle attività di gruppo.

La giornata è normalmente così strutturata:

8.30 – 9.15 Il personale presente, è impegnato nell’accoglienza degli utenti che raggiungeranno il Centro attraverso il servizio di accompagnamento con un idoneo mezzo di trasporto. Preghiera.

9.15 –11.00 Inizio delle attività con interventi educativi di insegnamento individualizzato o di gruppo, generalizzazioni delle abilità apprese, interventi di attivazione motoria, interventi nei laboratori occupazionali

11.00- 11.30 Break

11.30 -12.30 Conclusione delle attività mattutine, riordino degli ambienti, preparazione del refettorio, igiene personale.

12.30 – 13.30 Preghiera. Consumazione del pranzo, riordino del refettorio in base all’organizzazione del singolo gruppo con riferimento agli obiettivi previsti dal PEI.

13.30 – 14.00 Momento di riposo e di ricreazione. Igiene dei ragazzi secondo i propri bisogni. Somministrazione farmaci.

14.00 – 15.00 Interventi educativi di insegnamento individualizzato o di gruppo e interventi nei laboratori.

15.00 – 16.00 Il personale presente è impegnato nell’accompagnamento degli utenti per l’uscita dal Centro. Chiusura del Centro.

Venerdì l’uscita viene anticipata alle 15.00 per permettere la riunione d’equipe.

Accoglienza
E’ il momento dell’arrivo degli utenti al centro, che introduce la giornata e dà l’avvio alle varie attività. Durante questo momento gli operatori accolgono gli ospiti facilitando il delicato passaggio da casa alla struttura, rispondendo il più possibile alle esigenze personali di ciascuno.

L’assistenza: presa in carico degli aspetti quotidiani.

Il Centro garantisce quotidianamente risposta ai bisogni assistenziali ed educativi attraverso:

– attività educative indirizzate all’autonomia personale ed all’autosufficienza,

– attività di pulizia, cura e igiene degli ospiti,

– somministrazione del pasto ai disabili non autosufficienti,

– attività, proposte terapeutico – riabilitative;
Si offre sostegno ed accompagnamento alle famiglie che per vari motivi faticano nell’accesso o nell’accompagnamento in altre strutture socio-sanitarie (per esempio: informazioni, prenotazioni, accompagnamento a visite specialistiche,…)

I laboratori 
Si tratta di attività in cui si può sperimentare, esplorare materiali e tecniche diversi o arrivare alla produzione di prodotti precisi, predefiniti, mirate all’acquisizione e/o al mantenimento delle capacità motorie, comportamentali, cognitive e affettivo – relazionali. 
Vengono realizzati laboratori di psicomotricità, stimolazione sensoriale di attività espressive, musicali, di manipolazione, carta riciclata.

Le uscite
Sono proposte che si realizzano utilizzando risorse, anche di volontari, spazi ed opportunità 
del territorio; si tratta in particolare di:

– attività di socializzazione in contesti quotidiani “normali” che favoriscono la crescita globale della persona, attraverso l’acquisizione di un’autonomia sperimentata in contesti meno protetti e contenitivi del servizio;

– attività ludico motorie;

– attività sportive indirettamente terapeutico- riabilitative.
Le uscite riguardano attività quali la piscina, la palestra, il maneggio per l’ippoterapia, uscite in contesti naturali, gite in montagna, uscite finalizzate a bar, supermercato.

I soggiorni

Il campo estivo, costituisce un momento di verifica degli interventi portati avanti durante l’anno. Permette di cogliere e sostenere reazioni ed adattamento al nuovo, al cambiamento, capacità di autonomia e di socializzazione. Il campo scuola, offre inoltre la possibilità di fare delle esperienze di distacco dalla famiglia che in senso positivo è il passo che ognuno deve fare per crescere e diventare autonomo.

Attività con altri servizi

Si inseriscono nell’ambito delle proposte sul/nel territorio finalizzate a favorire una apertura del Centro verso l’esterno e ad attuare una maggior conoscenza della realtà delle persone disabili. Si realizzano: Attività di incontro, sostegno, promozione di percorsi di integrazione, socializzazione, condivisione rivolti alle famiglie degli ospiti. Si tratta di attività che vengono organizzate durante l’anno in collaborazione con persone esterne al Centro, gruppi organizzati e/o genitori che vedono coinvolti gli ospiti e gli operatori del CDD per la preparazione di eventi particolari (Feste natalizie, ad esempio).

Attività tipiche del servizio con le famiglie
Per progettare l’intervento di cura occorre pensare ad ogni soggetto disabile nella sua vita intera, con i suoi processi di organizzazione, interazione, adattamento e riflettere su di lui come persona con una storia, un suo processo evolutivo, una sua modalità relazionale, innestato in una serie di legami con un tutto, che, per quanto diverso, è il suo essere.

Questo rimanda alla necessità di gestire un equilibrio fra la complessità delle domande emergenti negli ospiti e nelle loro famiglie, fra le istanze valoriali del servizio e quelle dei genitori, fra stili educativi e di vita diversi. Diventa allora importante lavorare nel senso di una mediazione finalizzata a scelte e proposte condivise.

I familiari, attraverso alcuni momenti d’incontro con la coordinatrice e l’educatore di riferimento, hanno l’opportunità di far presente le loro richieste e di farsi una idea più precisa di come sarà la giornata del congiunto disabile al Centro .

Oltre a poter dare informazioni più precise sulle necessità sanitarie ed assistenziali del figlio, sulle sue abitudini e modalità comunicative, possono anche iniziare a valutare con gli operatori la validità di alcune proposte.

Ascolto

I genitori ed i familiari sono considerati interlocutori privilegiati e fonti di conoscenza per la lettura delle necessità del disabile.
Insieme alla famiglia si avvia una collaborazione utile a costruire modalità di lettura e comprensione del figlio disabile e del proprio essere genitori.

Sollecitati da un continuo lavoro di formazione gli operatori sono particolarmente attenti a porsi in una posizione d’ascolto, raccogliendo quotidianamente le richieste dirette e indirette che le famiglie esprimono rispetto all’utilizzo del servizio. Questo permette al Centro di modularsi dando voce alle richieste che emergono. Inoltre gli operatori sono attenti a cogliere gli interrogativi e le fatiche vissute dai genitori riconoscendoli come parti significative del loro lavoro. Indirizzano e accompagnano verso altri servizi le domande a cui non sono in grado di rispondere. Questo è possibile grazie alla rete costruita con i servizi territoriali e specialistici.

Riunioni con i genitori

Il Centro organizza momenti formali di incontro fra i genitori ed i responsabili della struttura finalizzati ad informare su scelte gestionali e ad accogliere perplessità, domande, suggerimenti.

In momenti di cambiamento, in genere legato ad aspetti normativi e/o organizzativi, gli incontri con i genitori hanno l’obiettivo di mettere a tema e condividere con loro la filosofia dell’intervento.

Colloquio

È un momento privilegiato di scambio tra coordinatrice e/o educatori di riferimento e genitori in cui costruire un’alleanza sulle scelte educative/assistenziali.

Feste e occasioni di socialità
Sono momenti che favoriscono, nell’informalità, la conoscenza tra famiglie facilitando la possibile costruzione di una rete di relazioni tra loro e tra loro e gli operatori.

Pranzi e feste nel periodo natalizio e in chiusura d’anno sono importanti occasioni per offrire ai familiari momenti di socialità che, attraverso una cura nell’offrire ambienti e proposte piacevoli, li facciano sentire non solo accolti, ma anche importanti per la vita del Centro.